Descrizione
Più tardi con il termine pieve oltre all'assemblea dei cristiani si passò anche ad identificare l'edificio in cui tale assemblea si svolgeva, la chiesa. L'elenco più antico e completo delle pievi presenti nelle nostre valli è del 1309 ed in esso la pieve di San Floriano in Arsio viene nominata in quanto tassata per 5 marche. Lo storico Simone Weber cita la presenza di un certo Enrico pievano di Arsio nel 1231. L'utilizzo dell'area come sacra e cimiteriale anche in epoca barbarica precedente è testimoniato dai numerosi reperti rinvenuti sempre nel secolo scorso tra i quali una fibula in rame dorato di epoca longobarda.Nel 1517 la chiesa fu ampliata ad opera di un maestro comacino "M.ro Pero Carlon da Santo Fidel" Altre notizie si possono ricavare dagli atti visitali dai quali si rileva che l'altare maggiore costruito nel 1608 bruciò a causa di un fulmine nel 1773 e quello attuale fu costruito nel 1775. Sempre dagli atti visitali si rileva che esisteva un organo già nel 1649 e nei primi decenni del 1600 il campanile fu dotato di un orologio che dopo aver subito numerosi restauri fu sostituito nel 1888 dai fratelli Nicolò e Simone Battocletti di Cavareno per una spesa di 355 fiorini. L'orologio della chiesa fu poi sostituito per altre due volte di cui l'ultima durante i lavori di restauro del 1997. La chiesa a tre altari in legno e una pala dipinta nel 1776 da Leopoldo Schopfer che rappresenta San Floriano, a tale autore probabilmente appartiene anche l'ultima cena dipinta in fondo alla navata ed i quadri dei 12 apostoli allineati alle pareti del presbiterio.